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mercoledì 15 novembre 2017

ANATOCISMO: CONTINUANO I PROBLEMI CON LE BANCHE




Una delle ultime sentenze della Corte di Cassazione, emessa il 16 ottobre 2017 con il n. 24293, ha ribadito ancora una volta come il divieto di anatocismo impedisce la capitalizzazione anche annuale degli interessi. 

L’uso di annotare con cadenza trimestrale gli interessi a debito del correntista è un uso meramente negoziale e non normativo e, come tale, risulta inidoneo a derogare al disposto dell’art. 1283 c.c. Consolidata giurisprudenza di legittimità, guidata da pronuncia delle Sezioni Unite del 4.11.2004 n. 21095, ha disconosciuto valore normativo agli usi bancari, disponendo la conseguente nullità della clausola anatocistica di capitalizzazione trimestrale degli interessi.

Una volta disconosciuta la natura di fonte di diritto agli "usi bancari" in materia di anatocismo, la disciplina applicabile che residua non può che essere quella legale, cioè dell’art. 1283 cod. civ., sicché, in difetto di successiva diversa pattuizione posteriore alla scadenza degli interessi, questi ultimi possono produrre a loro volta interessi soltanto dalla data della domanda giudiziale.

Cos’è l’anatocismo?

L’anatocismo si verifica nell’ambito di operazioni pecuniarie di qualsiasi tipo, operazioni di prestito / finanziamento, dove la capitalizzazione degli interessi costituisce un meccanismo illecito atto a massimizzare i profitti del creditore a esclusivo danno del debitore. In questo modo gli istituti di credito ottengono maggiori introiti relativi agli interessi sul singolo prestito rispetto agli interessi calcolati senza pratica anatocistica. 

Come varia l’entità del fenomeno “anatocismo bancario”?
  • In base al numero di anni di conto corrente
  • In base al tasso di interesse applicato
  • In base al valore degli interessi passivi di conto corrente
Dove si trovano queste informazioni?
  • Negli Anni di c/c
  • Nel Tasso di interesse
  • Nel Saldo passivo di c/c
  • Dal numero di estratti conto trimestrali
  • Dallo scalare trimestrale
  • Dal saldo dare o a debito del c/c
L’anatocismo è la causa principale di:
  • Aumento dell’esposizione debitoria e dei saldi a debito del correntista;
  • Incremento delle CMS (commissioni di massimo scoperto)
  • Applicazione tassi oltre fido

SDL Centrostudi è da anni in prima linea contro l’anatocismo e l’usura bancaria (altro grave reato che le banche commettono fin troppo spesso) e pone da sempre il massimo dell’impegno nel cercare di restituire alle persone che si rivolgono ai suoi avvocati la restituzione degli interessi illecitamente sottratti. Grazie alla preanalisi completamente gratuita, è già possibile valutare se vi è presenza di anatocismo e se è auspicabile un intervento legale o meno.

martedì 11 ottobre 2016

IL RITORNO DELL'ANATOCISMO

L’anatocismo bancario, la pratica che consente ad una banca di calcolare interessi su interessi di mora nei conti correnti, è stato reintrodotto dalle nuove regole in vigore dallo scorso primo ottobre. Era dal gennaio del 2014 che una norma aveva vietato alle banche di produrre questo tipo di interessi. Con le modifiche del primo ottobre, però, ciò che era stato abolito neanche due anni fa, tornerà dalla finestra. Perché se è vero che, anche con le ultime modifiche, almeno in teoria c’è bisogno di un accordo in tal senso tra istituto bancario e cliente, se l’accordo non c’è scattano interessi di mora molto consistenti. Ed ecco dunque tornare l’anatocismo bancario che credevamo morto.



L’articolo 3, terzo comma, del Decreto Ministeriale Applicativo sancisce inoltre che «nei rapporti di conto è assicurata la stessa periodicità, comunque non inferiore a un anno, nel conteggio degli interessi creditori e debitori. Gli interessi sono conteggiati al 31 dicembre di ciascun anno e, comunque, al termine del rapporto per cui sono dovuti; per i contratti stipulati nel corso dell’anno, il conteggio è effettuato il 31 dicembre corrente o di conto di pagamento».

In estrema sintesi, cosa cambia per i clienti degli istituti? Al 31 dicembre di ogni anno verranno conteggiati gli interessi passivi maturati su un prestito o un mutuo (questo anche per i contratti iniziati in corso d’anno). A quel punto, il debitore avrà di fronte a sé due alternative. O s’impegnerà a corrispondere quegli interessi entro 60 giorni, oppure ne autorizzerà l’addebito sul proprio conto corrente. In questo secondo caso gli interessi si aggiungeranno al capitale e scatterà appunto l’anatocismo: a partire dal primo marzo successivo (ovvero alla scadenza del termine massimo di 60 giorni), cominceranno a maturare gli interessi sugli interessi.

lunedì 10 ottobre 2016

SDL CENTROSTUDI CONVEGNO PER LA LEGALITÀ A L'AQUILA

Mercoledì 12 ottobre dalle ore 10 alle ore 13,00 si svolgerà presso l’auditorium del Parco – Viale delle Medaglie d’Oro, 67 il “convegno per la legalità‘’ organizzato da SDL Centrostudi con il patrocinio del Comune dell’Aquila.

I Temi che verranno trattati sono: Debito pubblico e signoraggio; La legalità Bancaria; Come difendersi; Strumenti per migliorare il rapporto Banca Impresa.

Nel Corso del Convegno ci sarà la presentazione del libro, da parte dell’Autore, Angiolo Pellegrini, “Noi gli Uomini di Falcone, la guerra che ci impedirono di vincere”.

Angiolo Pellegrini, Generale dell’Arma dei Carabinieri, è stato comandante della sezione antimafia di Palermo dal 1981 al 1985. Come uomo di fiducia del pool, ha portato a compimento le più importanti indagini nei confronti di Cosa Nostra.

Al convegno parteciperanno: Padre Quirino Salomone, Frate francescano ex rettore della basilica di Collemaggio a L’Aquila; Avv.to Biagio Riccio, Avvocato civilista – Patrocinante in Cassazione; Dott. Pietro Calabrò, Presidente SDL Centrostudi S.p.A – ex Magistrato.

Il dott. Calabrò, sempre in prima linea nella difesa dei cittadini e delle famiglie, è celebre per avere ottenuto la prima sentenza italiana contro l’anatocismo bancario che dopo circa 40 anni di sentenze negative della Corte di Cassazione, contribuì in modo determinante a invertire detta tendenza e a sanzionare come illegittimo il comportamento delle banche.



SDL Centrostudi spa è una società specializzata nell’analisi delle problematiche attinenti i rapporti con il sistema finanziario e bancario, nonché con i soggetti deputati al recupero di imposte e tasse.

Il fine perseguito è, in primis, quello di ripristinare la trasparenza nei predetti rapporti, spesso viziati da anomalie quali, ad esempio, l’anatocismo e l’usura.

L’intento di SDL Centrostudi è quello di informare gli interessati dei pregiudizi a tale titolo sofferti, offrendo loro una tutela spesso sconosciuta alla parte contrattuale più debole.

SDL Centrostudi studia l’interazione tra le proposte di strumenti bancari o finanziari, le norme vigenti in materia e la conseguente evoluzione giurisprudenziale, al fine di limitare l’asimmetria informativa che contraddistingue, non di rado, i rapporti tra banca e cliente, proponendo conseguentemente un piano d’intervento stragiudiziale e giudiziale volto a garantire l’accertamento delle violazioni e l’affermazione dei diritti negati.
SDL Centrostudi ha approfondito rilevanti altre tematiche, quali quelle della ristrutturazione del debito delle imprese, del sovraindebitamento, dell’esdebitazione e di ogni aspetto del contenzioso tributario, offrendo sostanziali e concrete soluzioni a tutti i soggetti coinvolti da simili problematiche.

domenica 3 gennaio 2016

L'USURA BANCARIA E L'ANATOCISMO NEI CONTI CORRENTI DELLE PICCOLE IMPRESE

In questa interessante tesi di laurea vengono riportati articoli di interesse riguardanti casi di usura bancaria e di uso improprio dell'anatocismo 

L'usura è una pratica che nella storia è stata considerata lecita o illecita a seconda del diverso quadro politico-economico prevalente nei vari momenti storici e del diverso sistema normativo vigente. 

Durante l'ottocento l'usura non era punita. Infatti, nel Codice Zanardelli non era neanche prevista; in più l'ideologia liberale prevalente al tempo abbracciava il principio di non intervento dello Stato nei rapporti contrattuali proprio per assicurare la libera iniziativa delle parti.

Negli anni Venti, vi fu una netta svolta dell'orientamento legislativo con la costituzione del Codice Rocco, nel quale fu contemplato nuovamente il reato di usura. 

Oggi il reato d'usura è ancora annoverano nel codice penale vigente: esso è regolato dall'art 644 del codice penale. Tale articolo è stato modificato con la legge n. 108 del 7 marzo 1996, che inasprì le pene e disciplinò diritti e tutele delle vittime di usura. Tramite questa legge, venne anche regolata l'azione degli istituti bancari: fino a quel momento chi avesse voluto accedere al credito, avrebbe dovuto accettare le condizioni delle banche che potevano rivelarsi usurarie. 

Nell'ambito del reato d'usura, assume particolare rilievo il problema dell'usura bancaria. La legge del 7 marzo 1996 disciplinò anche l'azione degli istituti bancari, i quali, da quel momento in poi, dovettero applicare dei tassi inferiori a un limite, detto tasso soglia, determinato dalla Banca d'Italia tramite una media dei tassi medi comunicati dalle varie banche. 
Una pratica connessa all'usura bancaria, ma non considerata usuraria, è l'anatocismo, vale a dire la capitalizzazione composta degli interessi: oltre al capitale prestato, anche gli interessi possono produrre a loro volta interessi. 

Nel primo capitolo della tesi viene trattato l'argomento dell'usura bancaria. Al suo interno sono esposte: le leggi contro il rato d'usura e la loro evoluzione; le modalità di calcolo dei tassi soglia e varie questioni a riguardo, tra cui l'inserimento o meno nella commissione di massimo scoperto; le possibili soluzioni per la prevenzione dell'usura.

Nel secondo capitolo descrive la pratica dell'anatocismo. Inizialmente è esposta l'evoluzione della normativa riguardante tale pratica, per poi passare alle varie tematiche che hanno coinvolto la giurisprudenza

Nel terzo capitolo sono riportati alcuni articoli di giornale riguardanti casi di usura bancaria e di uso improprio dell'anatocismo. E per finire un case history aziendale. 

sabato 2 gennaio 2016

UN VADEMECUM PER DIFENDERSI DALLE BANCHE

Le banche sono un'importante istituzione per il nostro Paese e nessuno intende demolire o demonizzare questa importante risorsa. Tuttavia accade a volte che il rapporto con il cliente (generalmente un piccolo imprenditore, una impresa) diventi illecito.  Ultimamente questi illeciti sono cresciuti mettendo a rischio l’esistenza di molte imprese italiane e di conseguenza decine di migliaia di posti di lavoro.



Alla crisi, cui il nostro Paese sta assistendo negli ultimi anni, si aggiunge un comportamento a volte scorretto da parte degli istituti di credito che anziché aiutare le aziende, anziché sedersi a tavolino e trovare delle soluzioni chiedono alle aziende di "rientrare" dai fidi bancari, oppure negano gli affidamenti.