venerdì 27 maggio 2016

PERIZIA SDL CENTROSTUDI SOSPENDE UN PIGNORAMENTO IMMOBILIARE: ILLECITA LA SOMMA DEGLI INTERESSI

Con l’importantissimo provvedimento del 13.5.2016 ottenuto su perizie SDL Centrostudi dallo Studio Legale Riccio-Griffo & Partners nella persona dell’Avv. Serena Verzeletti, anche il Tribunale di Macerata, in composizione collegiale, ha sospeso il pignoramento incombente sull’abitazione dei clienti, per rilevata sommatoria contrattualizzata degli interessi posta in essere dalla banca nella convenzione di mutuo.



Nel corpo dell’ordinanza dei Magistrati si legge infatti de “la previsione negoziale di cumulo degli interessi dovuti a diverso titolo (“ogni somma dovuta per qualsiasi titolo in dipendenza del presente contratto, rimasta non pagata, produrrà di pieno diritto, dal giorno della scadenza, gli interessi di mora a carico del mutuatario e a favore della banca, interessi non suscettibile di capitalizzazione periodica”).

In altre e più semplici parole, anche il collegio di Macerata converge pienamente con la tesi da tempo patrocinata da SDL Centrostudi, dallo Studio Riccio-Griffo ed in generale dai legali SDL, secondo la quale: se gli interessi di mora e corrispettivi scontano nature giuridiche diverse (risarcitori i primi e remunerativi i secondi) e pertanto non sono ‘sommabili’ fra loro, allora tale cumulo deve essere precluso anche alla Banca, la quale, nel contratto (e/o nel precetto) non potrà prevedere che il gli interessi di mora si applichino sulla rata complessivamente intesa e non sulla sola quota capitale di questa.

Nel caso in cui questo dovesse avvenire, infatti, il TEG effettivamente subìto dal mutuatario in caso di ritardato pagamento anche di una sola rata, quasi certamente travalicherà il Tasso Soglia Usura previsto dalla legge e sarà comunque esponenzialmente maggiore (solitamente circa il doppio) di quello evincibile dalla lettura in buona fede del contratto.

Il provvedimento in commento – già destinato a divenire una nuova pietra miliare nel ‘bollente’ ed attuale dibattito scientifico in materia fra dottrina e giurisprudenza – contribuisce con grande onestà intellettuale ad alzare il velo su pratiche subdole, altamente lesive dei diritti dei contraenti deboli e per troppo tempo passate inosservate; e, nel caso di specie, ha fatto sì che un altro risparmiatore non fosse ‘scacciato’ ingiustamente della sua abitazione.




lunedì 9 maggio 2016

GDF PERQUISISCE BANCA ETRURIA: INDIVIDUATO AUTORE DELLA VENDITA OBBLIGAZIONI SUBORDINATE?

La Guardia di finanza è entrata negli uffici della sede centrale di Banca Etruria



Sarebbe stato individuato il documento che dimostrerebbe l’ordine partito dall’”alto” nella vendita delle obbligazioni subordinate, per cui la procura aretina ha aperto un’inchiesta per truffa. La Gdf di Arezzo sta perquisendo gli uffici di due funzionari, che avrebbero preso ordini da due direttori generali. I quali, sembrerebbe dalla ricostruzione, avrebbero a loro volta preso ordine dai vertici della banca, durante il cda guidato da Giuseppe Fornasari, con Luca Bronchi direttore generale.

Le obbligazioni subordinate vendute, secondo l'accusa, a molti clienti ignari dei rischi, furono emesse in due tranche nel 2013, per un ammontare di 120 milioni circa. Sono circa 12mila i clienti che hanno perduto i loro risparmi investiti in bond dell'istituto.

La Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio è ora in liquidazione coatta amministrativa.

La notizia su IL SOLE 24 ORE 

lunedì 11 aprile 2016

REPORT: LE BANCHE, IL BAIL-IN E LE ANOMALIE

Le banche popolari sono le banche del territorio con migliaia di clienti che ricevono finanziamenti, ma che sottoscrivono anche azioni e obbligazioni perché si fidano dei dirigenti e degli impiegati che conoscono da anni. 



Quando Banca Marche, CariChieti, CariFerrara e Banca Etruria vanno in crisi, si applica il bail-in, che per legge obbliga migliaia di azionisti e obbligazionisti a intervenire per salvarle e così alla fine perdono tutto. 

Ma come si è arrivati a questo? Banca Etruria è la più nota alle cronache perché il vicepresidente era il papà della ministra Maria Elena Boschi, e oggi è indagato per concorso in bancarotta fraudolenta. 

Dalle indagini emergono, con le responsabilità, anche liquidazioni milionarie per i manager e crediti concessi ai membri del cda senza le dovute garanzie. 

Nei guai sono finite anche le popolari venete, Veneto Banca e Bpvi, dove avevano gonfiato il prezzo delle azioni, che alla fine del 2014 valevano 62 euro e oggi 6 euro e 30. 

Quando il valore ha cominciato a crollare quasi nessun azionista ha potuto vendere. Tra coloro che ci sono riusciti anche Bruno Vespa che, intervistato, ci spiega come ha fatto. 

Dalle inchieste della magistratura emerge anche che la popolare, per gonfiare il capitale, finanziava l’acquisto di azioni per milioni di euro garantendo solo a pochi selezionati soci, con lettere segrete, il riacquisto. Gianni Zonin, grande produttore di vini ed ex dominus della popolare, oggi indagato per bancarotta, ha trasferito il suo patrimonio a moglie e figli. 

martedì 5 aprile 2016

PANAMA PAPERS: SVELATI I PARADISI FISCALI DEI POTENTI DEL MONDO

Una grande giro di denaro trasferito in paradisi fiscali da studi legali internazionali e banche. È questo l'oggetto dell'inchiesta denominata Panama Papers. Politici, funzionari, criminali e personaggi del calcio e dello sport, italiano e mondiale sono coinvolti nell'inchiesta. 



E nelle carte analizzate da l'Espresso ricorrono anche i nomi delle banche Ubi e Unicredit

«Mossack Fonseca non risulta essere un consulente fiscale della capogruppo» è stata invece la replica del portavoce diUnicredit. I file segreti raccontano una storia più articolata. La banca milanese in effetti ha avuto relazioni d'affari con lo studio panamense per la gestione di circa 80 società offshore. Per esempio la Baracaldo inc. e la Overshoot inc. entrambe di Panama, oppure la Nemo partners Ltd, registrata alle Isole Vergini britanniche. Nel 2010 però Unicredit prende le distanze.

I documenti sono stati diffusi dalle testate legate all'Icij (International consortium of investigative journalists) e da Wikileaks. Le scelte fatte sarebbero del tutto legali se si dichiarano al Fisco italiano capitali e redditi accumulati. È anche vero, però, che queste società talvolta sono usate per frodare l’erario o per nascondere e riciclare denaro sporco.


SI MUOVE L'AGENZIA DELLE ENTRATE - Per ora non c'è ancora nessuna richiesta di verifica da parte dell'Agenzia delle Entrate sull'Inter, ma il Fisco italiano si sta muovendo e chiederà i dati italiani relativi allo scandalo Panama Papers. "L'agenzia sta valutando come ottenere i documenti" riportano agenzie di stampa provenienti dal Fisco.

sabato 19 marzo 2016

CONFERMATA LA CONDANNA A UNA BANCA: DOVRÀ RESTITUIRE IL MALTOLTO


Importante e significativo provvedimento ottenuto dal prof. Avv. Michele Rondinelli: la Corte d’Appello di Milano conferma la CONDANNA (già pronunciata in I° grado) contro una BANCA. 

La Banca dovrà RESTITUIRE somme illegittimamente addebitate e – contestualmente – ha rigettato ciascuno dei motivi d’appello addotti dal medesimo istituto di credito, in quanto considerati infondati e carenti di ragionevoli probabilità di accoglimento.




Fonte e approfondimenti: SDL Centrostudi 

lunedì 7 marzo 2016

LA PROCURA DI MILANO E LA CENTRALE RISCHI: CORAGGIOSA POSIZIONE DI FRANCESCO GRECO

Il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco, che guida il Dipartimento che si occupa del contrasto alla Criminalità finanziaria, in un'intervista pubblicata sul Corriere della sera ha dichiarato fra le altre cose che: "Fra i sistemi di controllo indiretto va segnalata la centrale rischi, quella che informa le banche se si possono fidare di un cliente". 

"È necessario riflettere - ha continuato il procuratore - se prevedere sanzioni per chi dolosamente immette dati non corretti".

Abbiamo presentato un disegno di legge alla Camera dei deputati in proposito, per sanzionare le banche che sbagliano.


Speriamo che la peste si fermi. In proposito pubblico, con voce narrante, un mio vecchio articolo scritto sul tema (L'impunità delle banche al cospetto della peste economica - Angelo Santoro Biagio Riccio su Avanti OnLine) 

venerdì 4 marzo 2016

BRUNELLO CUCINELLI UMILIA LE BANCHE: "FATE SESSO SOLO SE L'AVETE DURO"

Brunello Cucinelli ha scelto una metafora decisamente colorita per spiegare, a un convention di banchieri, come si dovrebbero concedere prestiti…
La notizia è stata diffusa oggi dai principali media nazionali, come ad esempio LA STAMPA



L’imprenditore, fondatore della maison specializzata in cachemire, stava parlando all’ultima convention dei direttori del Monte dei Paschi di Siena quando ha ricordato del giorno in cui si è trovato a chiedere un prestito in una banca svizzera. Si è sentito rispondere che avrebbe avuto il prestito solo se avesse avuto il 25 per cento di patrimonio netto rispetto al fatturato.

A quel punto Cucinelli si è rivolto alla traduttrice, pregandola di riportare fedelmente le sue parole ai suoi interlocutori: “E’ facile scopare con il cazzo duro, prova a scopare con il cazzo moscio”. Frase che ha scatenato l’uditorio della convention di Montepaschi e anche il web visto che il video è stato visto migliaia di volte. Non pervenuta invece la reazione del direttore della banca svizzera.


La platea ha apprezzato. Per Cucinelli sono partiti gli applausi. E, a pensarci bene, pur nella "bassezza" della forma, il messaggio era quello giusto. Colpiva al centro il problema attuale degli istituti di credito.